Liceo Marconi Parma | Il Marconi in assemblea per parlare di inclusione sociale
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Il Marconi in assemblea per parlare di inclusione sociale

Figli di un dio minore. Questo il titolo della prima assemblea d’istituto al Liceo Marconi, svoltasi mercoledì 17 dicembre 2025; un titolo che richiama un tema purtroppo sempre attuale:  l’inclusione sociale. Figli di un dio minore, oltre a essere uno dei film proiettati, si è trasformato, grazie all’impegno di tutti coloro che sono intervenuti, in attenzione e accoglienza. La partecipazione numerosa degli studenti e delle realtà, che hanno risposto con sollecitudine all’invito dei rappresentanti di istituto, ha contribuito a fare del Marconi un’officina di idee, dialogo e parole capaci di creare relazioni tra la Scuola e il mondo.

L’ampio argomento è stato affrontato con il contributo di più voci provenienti da ambiti anche molto diversi: esperti e volontari del terzo settore, associazioni, registi, attori, docenti, musicisti e studenti hanno saputo con le loro proposte coinvolgere numerosi studenti in una riflessione partecipata, che speriamo renda tutti più consapevoli per la costruzione di una società più giusta in cui tutti possano avere le stesse opportunità, pur nelle diversità di ognuno.

Gli interventi di Ciac, CSV Emilia, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Di mano in mano, Libera, Emporio Solidale e W4W hanno permesso agli studenti di approfondire, all’interno di diverse prospettive, la situazione sociale di persone che vivono in una condizione di svantaggio economico, sociale e culturale. L’assemblea ha dunque dato voce a coloro che, con il loro impegno quotidiano, profuso il più delle più volte gratuitamente, si spendono per un’inclusione che non si limiti ad essere una vuota formula retorica o un’astratta constatazione, ma realtà tangibile, attraverso azioni, progetti che, in varia misura, costruiscono le condizioni per accogliere, ascoltare e inserire nel tessuto socio-economico chi, per ragioni diverse, ne è escluso.

Altrettanto rilevante il contributo dei registi Carlo Ferrari (LOFT) e Lorenzo Melegari (CSM): il primo ha raccontato quanto il teatro possa diventare uno strumento di riscatto, attraverso la testimonianza di un ex carcerato; il secondo, presentando il suo documentario Rompere gli argini. Dal manicomio di Colorno alla cooperazione sociale, prodotto dal Centro Studi Movimenti, ha aperto una finestra sulla situazione dei manicomi in Italia prima della legge Basaglia.

La mattinata è stata, inoltre, arricchita dal contributo dei docenti Sara Dieci, Lavinia Pesci, Luca Rigoni, Silvia Rizzi, Luca Scaffidi e Cristina Sozzi, che, attraverso percorsi laboratoriali, hanno contribuito a sviluppare altri orizzonti e a dimostrare quanto l’arte possieda elementi di grande inclusività.

Tanti, infine, sono stati i momenti coordinati da studentesse e studenti: spazi di discussione, per esempio quelli condotti da Giulia Martini e Irene Sikur sulla reale effettività del diritto all’istruzione in Italia; attività di dibattito sui film proiettati, curati con grande professionalità da Sofia Cozzi e Marco Saccani, responsabili del Cineforum, e da studenti dello staff.

Che cosa ci resta di questa giornata di emozioni, di incontri, di testimonianze, di dialogo, di riflessione? Ci resta SPERANZA, speranza che è data dalla bellezza del mobilitarsi, del trovare spazi per gli altri, dell’ascoltare la vita in tutte le sue forme, dell’incontrare e del conoscere, del vivere insieme. Impariamo, con molta emozione,  che non è poi così difficile Credere che possa esistere un mondo migliore.

GRAZIE A TUTTE E A TUTTI