15 Giu Torna “Officine Marconi”: il mondo entra in classe tra cultura, viaggi e condivisione
Dopo il grande successo della passata edizione, sono tornate le Officine Marconi! Le nostre aule si sono trasformate ancora una volta in laboratori vivi di idee, dove gli studenti non sono solo spettatori, ma i veri protagonisti del racconto. Quest’anno, il focus si è spostato sulle straordinarie esperienze di mobilità internazionale, offrendo a tutta la scuola uno sguardo ravvicinato sulle culture europee.
Attraverso presentazioni multimediali, aneddoti e un pizzico di emozione, i ragazzi hanno condiviso i momenti più significativi dei loro viaggi, dimostrando come il Marconi sia una finestra aperta sul mondo.
Diario di bordo: dall’Irlanda alla Svezia
La sessione ha visto alternarsi diversi gruppi di lavoro in un’aula gremita e attentissima:
Il fascino di Dublino e dell’Erasmus+: Le studentesse Sabrina Leuzzi e Mariasole Molinari hanno rotto il ghiaccio illustrando le attività svolte durante la settimana di scambio a Dublino. Il viaggio è continuato tra i tesori storici della capitale irlandese, con tappe virtuali alla maestosa Old Library del Trinity College e i capolavori d’arte della National Gallery of Ireland.
Immersione totale nella Cultura Svedese: Il testimone è poi passato al gruppo composto da Barbacini,Vescovi, Ravanetti e Tarana, che ha letteralmente conquistato la platea con un viaggio nei colori e nelle tradizioni della Svezia.
Non solo studio, ma scoperta quotidiana: I ragazzi hanno esplorato ogni aspetto della vita scandinava, partendo dalla cucina tipica – tra lingonberries (mirtilli rossi), carne di alce e l’immancabile bibita Nocco – fino ad arrivare alla famosa tradizione della Fika, il sacro rituale della pausa caffè svedese che mette al centro la socialità e il relax. Non sono mancati i confronti ironici e curiosi sulle abitudini familiari e gli orari dei pasti rispetto ai nostri standard italiani.
L’energia delle Officine
Il vero valore aggiunto delle Officine Marconi si legge negli occhi di chi ascolta. L’aula ha partecipato con grandissimo entusiasmo, tra sorrisi, domande e sguardi fieri dei compagni di classe.
Esperienze come queste dimostrano che l’apprendimento non si ferma tra le pagine dei libri di testo: viaggiare significa crescere, confrontarsi e riportare a casa un bagaglio di competenze e ricordi che dureranno per sempre.
Un grazie speciale a tutti i ragazzi che si sono messi in gioco come “relatori” e ai docenti che sostengono e rendono possibili questi percorsi di internazionalizzazione. Al prossimo anno, con nuove storie da raccontare!







