04 Mag RICORDARE IL 25 APRILE, Palazzo del Comune, Le donne dalla Resistenza al dopoguerra
ll liceo Marconi, con la classe 5R, ha partecipato insieme al presidente del Consiglio comunale e alle associazioni partigiane, al giro di Deposizione delle Corone, il 22 aprile dalle ore 10. A partire dai Portici del Grano fino al Tribunale il corteo ha ricordato i momenti e le persone che hanno contribuito alla liberazione di Parma. Le targhe poste nei vari punti della città hanno ricordato il sacrificio dei tanti che hanno lottato per la libertà.
In alcune delle tappe incontrate sono stati letti alcuni contributi, ne riportiamo alcuni
Resistenza organizzata – Gruppi di Difesa della Donna
Dalla primavera del 1944, nell’animato movimento clandestino, tra città e montagna, tra Resistenza civile e armata, l’attivismo femminile trovò una propria organizzazione nelle fila dei Gruppi di Difesa della Donna e per l’assistenza ai combattenti della libertà. La presenza femminile si registrò anche nelle formazioni partigiane, traducendosi in un protagonismo inedito e costellato di nuovi ruoli, compiti, responsabilità e spiragli di emancipazione.
Nel dopoguerra, furono ufficialmente riconosciute 35.000 partigiane e 20.000 patriote; nel Parmense risultarono 451.
Donne nella Resistenza parmense, la banca dati – Intervento di Maddalena Arrighini
Tra le foto della Liberazione, nel corteo che entra in città, vediamo Laura Seghettini:
Nata nel 1922 in Lunigiana, a Pontremoli (MS). Divenuta maestra, antifascista, attira le attenzioni della polizia fascista per la sua attività clandestina. Per sfuggire all’arresto è costretta a salire in montagna e si unisce al Battaglione garibaldino “Picelli”. Dopo l’uccisione del comandante Dante Castellucci “Facio”, nell’estate del 1944, si sposta nel parmense e assume il ruolo di vicecommissario politico della 12a Brigata Garibaldi. Entrerà in Piazza Garibaldi, il 9 maggio 1945, con la sfilata dei partigiani che scendono dai monti.
Elezioni 1946
Uno dei compiti più complessi legati alla ricostruzione fu il riavvicinamento della popolazione alla politica.
A Parma si votò il 7 aprile 1946.
Sia in città sia in provincia trionfarono, in modo netto, le sinistre di ispirazione socialista (con il 74,47% dei voti): fu la prima volta nella storia di Parma.
Le donne ottennero il voto con il decreto luogotenenziale n. 23 del 1 febbraio 1945; per quello passivo si dovette aspettare il 10 marzo 1946. Le donne potevano votare ed essere votate.
Esse si recarono alle urne con trasporto ed entusiasmo: nel capoluogo parteciparono al voto in 43.746, a fronte di 37.961 uomini. Due donne – la comunista Anna Menoni (dai Gdd all’Udi, al primo governo provvisorio CLN), partigiana “Simona”, e la socialista Giuseppina Rivola – furono elette in Consiglio comunale.
Il 2 giugno 1946, parmigiane e parmigiani furono chiamati nuovamente alle urne. Dovevano esprimere la loro preferenza sulla forma istituzionale (Monarchia o Repubblica) e votare i rappresentanti per l’Assemblea costituente, incaricata di redigere la carta fondamentale della nuova Italia democratica. Il Collegio di Parma elesse 7 rappresentanti nell’Assemblea costituente, come capolista era stata scelta Teresa Noce, torinese di origine, antifascista, partigiana (“Estella”) e tra le fondatrici del Partito comunista d’Italia nel 1921. Anche l’insegnante Angela Gotelli, originaria di Albareto, fu eletta con la Dc all’Assemblea costituente, ma per il Collegio di Genova. Saranno due delle 21 Madri della Repubblica.
Pane, lavoro e voto. Le donne e la democrazia conquistata – Verso il 2 giugno. Parma ’46.
Teste parlanti, Anna Menoni
https://www.testeparlantimemorie900.it/video/anna-menoni/
(ISREC PARMA)





